Storie scolastiche. Anita

Martedì, 24 giugno 2025. Ieri mattina Anita è stata la prima delle Laura Bassi a fare l’orale della maturità e io ancora devo realizzare l’effetto che mi fanno questi passaggi di stato. So solo che oggi pomeriggio ho dormito quattro ore. Per ridere ogni anno, quando a scuola invitiamo insegnanti e studenti delle superiori per fare l’orientamento, le dico sempre che dovrebbe venire lei così con una persona raccontiamo quattro scuole. Tutto è cominciato nel 2019 con il liceo artistico, rifiutato dopo sole due settimane. Inspiegabilmente, o forse no. Diceva che le sembrava di ingabbiare la sua creatività – assolutismi libertari che mi sono vissuta anch’io, in altri contesti, quindi non me la sono sentita di polemizzare più di tanto. È passata, con grande sorpresa di tutte noi, allo scientifico. A febbraio le scuole sono state chiuse per il COVID. Anita ha finito l’anno e poi mi ha detto che in quel posto non ci voleva tornare più. Le scuole però dove avrebbe voluto andare – liceo linguistico o scienze umane: le stesse in cui io l’avrei vista fin dall’inizio ma non stiamo a sottilizzare – non la volevano. Troppe richieste e molti timori dopo la pandemia: Anita non è stata accettata per cui ha deciso di passare al tecnico agrario e quindi l’estate l’ha trascorsa a studiare informatica, chimica, geologia e un’altra materia che ho rimosso, aiutata per fortuna dalla nonna e dalla zia. Devo dire che l’agrario mi ha colpita per l’accoglienza – ci hanno ricevute di persona quando sembrava che gli incontri in presenza fossero tramontati per sempre – e per l’apertura di molti insegnanti. Anita ha passato gli esami e ha fatto lì la seconda, promossa. In terza, ha cominciato a studiare zootecnia ed è diventata vegetariana. È stato un periodo faticoso, a tratti proprio buio. Convincerla almeno a finire l’anno è stato importante perché temevo si rinchiudesse in casa come una larva. Nel continuare a farla frequentare ha contato molto un insegnante d’italiano che le ha fatto sentire che aveva fiducia in lei, delle volte Anita si fermava a scuola anche il sabato pomeriggio per “dare una mano” al prof che faceva lezione a una ragazza appena arrivata dalla Cina. Anita è stata bocciata, ce lo aspettavamo. Ma mi hanno contattata dal liceo linguistico per dirci che avrebbe potuto entrare se avesse passato gli esami. Ci siamo messe sotto: tutti i giorni, mattina e pomeriggio. In due mesi ha imparato il francese e ripreso confidenza con lo spagnolo e col latino. Ha passato gli esami di ammissione, che non erano esattamente una passeggiata. Così il triennio l’ha fatto tutto al linguistico.

Raccontare solo le vicende scolastiche è come la punta di un iceberg. Sono stati anni intensi, diciamo così. Per lei, per Bianca, per me. Vederla uscire così ieri dall’aula mi ha fatto effetto. Ecco sì, un effetto che sale pian piano.