Storie scolastiche. Bianca.

Dal mio quaderno di appunti dell’8 luglio 2022, una stampata da facebook:

“Allora, per ringraziarvi di tutte le cose belle che mi avete scritto oggi che Bianca ha fatto l’orale della maturità, arrotondo con qualche informazione supplementare:

è stata davvero brava, sia oggi nel discorrere e collegare, sia nei due scritti – il tema e la seconda prova (18 ore per realizzare un progetto di grafica a partire da una traccia data). In questi anni non l’ho mai sentita davvero lontana, perché intuivo che mi stava chiamando in una lingua che ancora dovevo scoprire, i cui rudimenti li avevamo intessuti insieme dal primo momento che ci siamo guardate. Ma ho vissuto periodi bui, in cui non sapevo da che parte prenderla e in cui la scuola era solo una delle preoccupazioni:

  1. in prima ha due materie – promossa a settembre;
  2. in seconda viene sospesa dieci giorni per ritardi e scontro fisico con un’amica (“stavamo scherzando”). Incontro sovente la preside, ho logorroici scambi con un’educatrice territoriale solerte ma che mia figlia snobba di tutto punto, la coordinatrice di classe mi evita, le rappresentanti dei genitori si lamentano che la classe non può restare indietro a causa di un gruppo di alunne indisciplinate. Alla fine dell’anno ha tre materie – promossa a settembre;
  3. in terza viene sospesa tre giorni per ritardi e assenze, si prende talmente male con due insegnanti che, piuttosto che doverli rivedere a settembre per gli esami di riparazione, si fa bocciare;
  4. dice che vuole andare al professionale di grafica – la iscrivo agli esami integrativi;
  5. dice che vuole imparare a fare la barista – telefono al fomal;
  6. dice che vuole lavorare – fa un mese e mezzo in un bar;
  7. ripete la terza restando all’Artistico, passando però da Ceramica a Pittura perché Grafica la vogliono tutti e lei, bocciata, è in fondo alla graduatoria;
  8. dopo la terza a Pittura, si ostina a voler passare a Grafica e scopre per caso che i due esami per cambiare indirizzo sono uno il giorno successivo e l’altro quattro giorni dopo. L’amico Rosso le dà qualche rudimento di un programma essenziale per Grafica e lei va a fare l’esame, Scienze la studiamo a grandi linee, insieme. L’insegnante di grafica si accorge che ha studiato in fretta ma la reputa sveglia e le dà fiducia;
  9. sono tre anni che a scuola va bene: mai più di 8 in condotta perché è polemica, irruente, rumorosa, a tratti impertinente. Ma è diventata diversa. Ha iniziato a mettere sensatezza nel suo fare, mentre prima non le interessava il senso. Si stava testando altrove.
  10. Oggi, dopo l’orale, l’insegnante di grafica è uscita a salutarla e a congratularsi. Entrambe erano commosse.

E anch’io a dir la verità è tutt’oggi che mi sento strana.”