“Biglietti che lasciano a bocca aperta”

Un’altra pubblicità della quale si poteva fare a meno, un’altra scelta di comunicazione nella quale un pezzo di corpo femminile viene sezionato per pubblicizzare un servizio che nulla ha a che vedere con il messaggio che lo propone.
Questa volta è la Vistaprint che offre biglietti da visita che “lasciano a bocca aperta” e che per rafforzare questo slogan così originale non ha trovato nulla di meglio che mettere in primo piano il viso di una donna, un volto privato degli occhi, nel quale un’enorme bocca troneggia tumida e spalancata in maniera innaturale.
Ma per non limitarci a dire che l’immagine è volgare e quindi suscitare le solite argomentazioni che tirano in ballo accuse di “moralismo-bigottismo”, attiriamo l’attenzione su alcuni dettagli per meglio spiegare come anche un’immagine che sembra buttata lì, senza troppa elaborazione da parte di chi l’ha ideata, sia in realtà curata nei dettagli che giocano sull’ambiguità della promessa di una donna disponibile contribuendo a rafforzare un’immagine svilente della donna e a veicolare stereotipi sessisti e lesivi della dignità.
La parte grafica: il carattere usato per la scritta biglietti da visita è un font classico, rigoroso, stampatello, che evoca serietà, mentre per la scritta BOCCA APERTA è stato scelto un carattere lezioso, tondeggiante, che evoca frivolezza. Quel “Bocca Aperta” diventa allora un ammiccamento al cliente al quale viene suggerita l’idea di un “servizio supplementare”. A rafforzare questa idea il tondo rosa con la scritta GRATIS. Cos’è gratis? Il biglietto da visita? Il servizietto supplementare? La donna con la bocca aperta?
Qualche osservazione sulla impostazione grafica: l’immagine che troneggia al centro della pagina non ha bisogno di grandi spiegazioni se non per la sproporzione fra questa bocca enorme che sembra forzata nello spalancarsi per addentare un biglietto da visita. Le indicazioni che riguardano il prodotto e il servizio offerti sono in fondo alla pagina, in secondo piano, quasi di secondaria importanza. E’ interessante notare che il biglietto da visita che funge da fac simile è quello di un “centro esotico spa, regno del relax” che rimanda ancora una volta a promesse di piacere veicolate da quel pezzo di donna. E ancora, il biglietto da visita usato come modello è quello di un uomo che pubblicizza la sua attività di fisioterapista presso il giardino esotico. Capiamo allora che il prodotto è rivolto agli uomini, che il target bersaglio della pubblicità è maschile e che si sottende siano gli uomini ad avere bisogno di biglietti da visita per la loro attività professionale come se le donne fossero ancora una volta escluse o minoritarie nel mondo del lavoro.
Per tutti questi motivi e dopo attenta analisi di questa pubblicità, segnaliamo allo IAP!

di Valérie Donati