Quando ballavo con gli zoccoli in piazza Vetra a Milano

Ilaria ha lasciato questo suo ricordo sul nostro social forum e le abbiamo proposto di pubblicarlo qui. Cosa è venuto meno di quei giorni? Cosa ci hanno lasciato? Cosa abbiamo perso o frainteso? In cosa ci sentiamo diverse o simili? Cosa ha lasciato l’esperienza delle proteste del femminismo storico alle nuove generazioni? Stiamo provando a chiedercelo anche nel nostro social forum. Questo post, personalissimo e a tratti struggente, può anch essere occasione di una riflessione in questo senso.

Ho detto all’autista di fermarsi in piazza Vetra mi sono seduta sulla panchina dove ci siamo conosciuti. Io,allora, ballavo nelle feste femministe con gli zoccoli. Tu contestavi in fabbrica e studiavi medicina. Vi erano ragazze che ballavano, fiori nei capelli, canti. Eri riccioluto, di grande famiglia. Ci baciavamo sotto gli alberi, tra canti, balli, slogan. Ora sono una ricca moglie di un vip ma il mio cuore è rimasto sulla panchina. Le ragazze che ballavano si sono disperse. Chi nei movimenti istituzionali delle donne, chi negli assessorati alla parità,massacrandosi tra di loro, per il potere. Chi è solo, nonna. Chi ha aperto librerie, case editrici. Io non ballo più da tanti anni. Ho avuto successo. Abito nel quadrilatero d ‘oro. Tu sei lontano come i balli. Medico famoso. L’ultima volta che ci siamo visti è stato vicino al ragazzo morto, schiacciato durante una manifestazione. Ci tenevamo per mano guardando il suo cervello, per terra, segnato dal gessetto. Non vi erano più fiori, canti, solo, anni bui di morte. Ci separammo per caso. Poi, venne la Milano da bere, poi, vennero i suv. Poi, i soldi. Alcune ragazze che ballavano, danno la cera ai pianerottoli. Altre urlano slogan contro gli extra comunitari. Altre si massacrano ancora ,tra loro. Alcune fanno volontariato. Altre sognano. Milano, da anni, non è piu un’aquila. Non volano più aironi tra le guglie del duomo. Le ragazze, ora, non cantano nei call center. Ti aspetto qui, su questa panchina, dove ci siamo dati appuntamento, incontrandoci per caso. So che non verrai. Non vuoi incontrare il ragazzo che hai perso. Io sto seduta sulla panchina, isento i canti insieme al fruscio degli alberi. Il mio petto si è frantumato. Mi sono dispersa tra prime alla Scala,week end tra nevi dorate. Non ci sono per me né canti, né balli con gli zoccoli.

Ilaria