Dalla parte della natura. L’ecologia spiegata agli esseri umani, di Daniela Danna

Questo testo, sintesi e adattamento dell’opera di Daniela Danna Dalla parte della Natura. L’ecologia spiegata agli esseri umani, l’ho utilizzato in classe (una prima media) per un esercizio di scrittura d’esperienza, così come l’ho imparata durante una due giorni con Lea Melandri. All’interno di un percorso dedicato alla scrittura della natura.

Voi, sovrani dell’universo, padroni del mondo, dominatori della natura!

Questo vi credete voi esseri umani, evoluti fino all’intelligenza, capace di indagare le leggi del vostro pianeta e la storia dell’intero universo. Siete tanto ingegnosi da costruire macchine potenti, che moltiplicano la vostra azione grazie all’energia che strappate alle viscere della terra! Voi, superiori a ogni altro animale. Voi, vincitori nella battaglia contro le forze della natura, trionfatori!

Davvero…

Vi credete vincitori… su di me?!

Quando pensate al rapporto che avete con me, con la Natura, gli errori che fate sono indegni della vostra intelligenza. Vi credete liberi dalle mie costrizioni, oppure vi sforzate di diventarlo. Cercate di dimenticare che dal mio ventre siete nati, ma sono sicura che non ignorate che al mio ventre ritornerete.

Nel frattempo, in questa forma umana vivente nella civiltà industriale, lasciatemi dire che agite come dei matti. Come bambini, o come adolescenti ribelli, vi vantate di ignorare le mie leggi. Vi illudete di esservi liberati di me. Fate finta di non conoscermi, vi disinteressate di come sono fatta e persino di come siete fatti voi. Vi interessate solo ai vostri mondi falsi, artificiali, finti, virtuali.

Non sapete, per esempio, quello che dovete alle piante. Non solo le calorie del grano o le vitamine della melanzana: l’aria stessa che respirate. Senz’aria non potreste sopravvivere più di pochi minuti! Tutti voi animali dovete la vostra esistenza all’attività vitale delle piante perché l’ossigeno è il risultato della loro fotosintesi. E tutta la vita sulla Terra dipende dalla luce del sole per l’energia e dal carbonio nell’aria per il cibo. Sì, proprio nell’aria: le foglie lo catturano dal vento.

Voi ignorate come io agisco, cosa proibisco, cosa esigo.

È dal 1970 che le vostre attività non sono più in equilibrio con le mie. Per rinnovare i materiali che usate e per degradare i vostri scarti, l’intero pianeta non vi è più sufficiente. Che significa? Che quello che usate in un anno io lo riproduco in un anno e sei mesi. Da allora, sebbene la quantità di terra produttiva per abitante del pianeta sia addirittura diminuita, i vostri consumi sono ancora aumentati. E i summit per la Terra? e tutte le dichiarazioni di responsabilità ambientale delle imprese? Aria fritta, direi – metafora davvero adatta al riscaldamento globale in corso. Ai ritmi di crescita attuali di popolazione e consumi, nel 2030 serviranno due pianeti come il vostro per rinnovare quel che consumate e per smaltire i vostri rifiuti.

Certo, non è colpa di una persona. Tu, essere umano che ora mi leggi, sai già che la tua azione singolare è talmente piccola che, per quanto continui a prendere i mezzi pubblici o la bicicletta e per quanto ti sforzi da bravo o da brava di riciclare gli scarti buttandoli nei bidoni giusti, l’impatto ambientale non cambierà per via di queste piccolezze.

Sono ben altri quindi i cambiamenti che la vostra società dovrebbe attuare per avere qualche chance di sopravvivere nel lungo periodo. Cercherò di spiegarvi cosa dovete fare. La mia logica è diversa da quella che oggi vi muove attraverso i soldi: è questa la prima cosa che dovete capire. “Quando avrete tagliato l’ultimo albero e pescato l’ultimo pesce, vi accorgerete che non potete mangiare il denaro” vi ammonirono i nativi americani, e per non sentire più questa verità li avete sterminati. Guardate cosa avete fatto alla pianura padana. Come se non doveste più avere bisogno di cibo ma solo di autostrade.

L’industria è l’esempio più evidente di queste trasformazioni e del degrado ambientale che ne consegue, ma anche l’agricoltura è diventata industria. Industria costruita sull’energia fossile, che inquina e mi fa male, a me che sono Natura. Perché state trasformando persino l’agricoltura in un’attività ecologicamente insostenibile come l’agroindustria? Per esempio, smettete di spargere nei campi e sui raccolti i pesticidi che uccidono le api. Le api muoiono a miliardi? Vabbè, pensi, farò a meno del miele, ci sono i dolcificanti artificiali che per di più non ingrassano (aumentano il rischio di cancro, ma questo non si vede). Non sai, non t’insegnano che le api sono indispensabili all’agricoltura, perché senza di loro un terzo delle piante da cui tra il tuo cibo non sarebbero fertili, non darebbero nessun frutto né nuovo seme: per l’impollinazione hanno bisogno di questo “insignificante insetto”.

Vi dico in breve alcune regole del mio galateo: 1) Non sprecate materia e energia; 2) Pensate in cicli, non in linea retta; 3) Diffidate di ciò che è artificiale; 4) Diffidate di ciò che è nuovo; 5) State calmi! 6) Imparate a vivere! 7) Trasformate l’organizzazione delle vostre società; 8) studiatemi di più, a me, la Natura. E non vogliate combattermi perché se io muoio non ci sarete più nemmeno voi; 9) preoccupatevi del futuro a partire da come vi comportate nel presente.

Ma poi… guardami bene! Io sono te. L’ecologia è la scienza della propria casa.

E questa casa non è un’azienda, né lo può diventare. Cercate di costruire un mondo finalmente in armonia con me – con la Natura… cioè con voi stessi.