“Siamo insieme in tutto questo”. Il messaggio delle compagne curde.

Questo il video pubblicato da Jineoloji per Nowrūz, il ritorno della primavera. Trasmette tante emozioni e tanta saggezza che ho pensato di tradurne il testo.

21 marzo 2020

Siamo mujeres libres

Siamo guerrigliere curde

Siamo le guerriere indiane della banda gulabi

Siamo le partigiane che combattono il fascismo

Siamo madri combattenti

Siamo la natura che ci ama

Siamo le rivoluzionarie del passato e del presente

Siamo le donne sapienti bruciate come streghe

che risorgono dalle ceneri

 

Oggi celebriamo la nostra identità come eredità di una lotta grande come il mondo. Siamo donne internazionaliste nel nord e nell’est della Siria, dentro alla rivoluzione del Rojava. Oggi celebriamo Nowrūz, che è un’espressione della lotta per l’identità curda, lotta per la libertà e per l’esistenza. È l’inizio della primavera, i nostri occhi e le nostre orecchie si stanno aprendo e possiamo vedere che la nostra strada verso la libertà sta prendendo una nuova svolta. Se guardiamo alla storia del mondo, tutti gli esseri umani hanno affrontato periodi di condizioni estreme. Tante volte siamo sopravvissute ed evolute. Siamo parte di un ciclo di milioni di anni. I momenti di crisi come quello che stiamo vivendo oggi a causa del coronavirus ci hanno dato l’opportunità di vedere e di costruire. Le donne di qui hanno costruito la rivoluzione e l’autorganizzazione dalle ceneri della guerra. La guerra è sempre attorno a noi, ma ha molte maschere differenti. Nelle situazioni eccezionali, le rotture profonde e la mancanza di etica umana rivelano le fondamenta del sistema patriarcale orientato al profitto. Nel momento in cui le istituzioni e le organizzazioni statali falliscono o se ne approfittano per esercitare controllo e oppressione, noi rafforziamo le nostre comunità esistenti e i legami fra i popoli di tutto il pianeta.  Ci comportiamo come abbiamo sempre fatto, come la società forte che siamo, pensando a chi sta nei campi rifugiati, nelle prigioni, a quelle donne che affrontano la violenza domestica, a chi non ha lavoro e non può comprarsi il cibo, a chi non ha nessuno che si prenda cura di lei/lui. Questi momenti di caos possono mostrare nuove possibilità di vita alle nostre menti. Anche se le circostanze ci impongono di mantenere le distanze, troviamo i modi per stare vicine. Anche le nostre compagne della rivoluzione zapatista in Messico ci dicono: “Lanciamo un appello perché non si perda il contatto umano, ma si cambino temporaneamente le maniere di conoscerci, compagni, fratelli e sorelle. Le parole e il potere dell’ascolto, unito al cuore, hanno molte maniere, molti calendari e molte geografie per confluire, e questa lotta per l’umanità è una di loro”. Il sistema capitalista si sgretola, l’unica cosa su cui possiamo contare siamo noi. Mentre il mondo discute su come combattere il virus, noi discutiamo su perché e per cosa combattiamo. La libertà deve crescere da dentro ognuna di noi e si deve esprimere nel nostro essere insieme nonostante le restrizioni. La crisi del coronavirus non può aprirci la porta verso il fascismo, rinforzando la repressione, la disuguaglianza e l’isolamento. Tutti gli stati del mondo stanno approfittando di questo momento, stanno strumentalizzando la paura per ottenere più potere.   Sopravvivremo solo se rimarremo collettive in tutti i modi che possiamo. Il problema è la soluzione. Ogni lotta porta a uno scontro e porta saggezza. La difesa del nostro stesso sistema è dentro la natura. La vita non può essere prescritta sottoforma di uno stile di vita e di medicine chimiche che vogliono abbattere millenni di conoscenza, riposta nelle mani e nei cuori delle donne. Salute è prendersi cura della comunità, è amore per la nostra esistenza e per la terra su cui camminiamo, è la vita intorno a noi. Salute è l’etica che fa convergere insieme le società, è l’equilibrio della nostra biodiversità. La salute della nostra società sta ora affrontando una minaccia che è anche parte dei modi di vita che ci separano l’uno dall’altra e dalla natura. Siamo insieme in questo, nella solidarietà con chi ha perso la vita e con tutte le persone che stanno combattendo, ogni giorno, in ogni luogo.

 

Abbracci rivoluzionari, con l’amore più profondo e con il rispetto

Foto di Andrea Dicenzo/Al Jazeera